lunedì 25 gennaio 2016

Banja e Cucina Russa

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In collaborazione con GustoMaestro e Degtiarnaya bagna, Russian Tour vi offre un viaggio dentro le passioni del popolo russo. Vogliamo farvi scoprire dove e come i russi intendono il piacere, le loro tradizioni ed il perche` di esse. Vivrete una giornata di completo relax alla russa, scoprendo i piaceri delle tradizioni e dei piatti tipici locali. Con la scuola di cucina Gusto Maestro (prima scuola di cucina di Sanpietroburgo, patrocinata e garantita dalle piu alte cariche statali sia italiane che russe) vi accompagneremo in un viaggio sensoriale dentro la cultura gastronomica russa. Non una semplice cena a menu turistico ma una dimostrazione pratica con spiegazioni dei piatti tipici della cultura russa. Sara` offerto un menu completo e potrete vedere come si preparano i tipici Pelmeni Siberiani, conoscere la storia del Borsh, scoprire i segreti del Beef Stroganov e di molti altri piatti tipici. Degusterete i piatti da voi stessi preparati, sotto la guida dei cuochi della cucina Gusto Maestro. Sarete accuditi da personale altamente qualificato in un ambiente gradevole ed elegante. GustoMaestro nasce da un'idea dello chef italiano Fabrizio Fatucci ed è uno spazio multifunzionale dedicato allo sviluppo della cultura enogastronomica. Si rivolge a tutti gli appassionati di cibo e agli amanti del benessere. Il ristorante si trova a 5 minuti a piedi dalla stazione metro Ploshad Vosstanija ad un minuto dalla parte vecchia della Prospettiva Nevskij.
Cucina russa
Un esempio di menu degustrazione cucina russa:
welcome: con crostini di pane nero, aringa e cipolle rosse marinate nel latte e crostini di pane nero lardo russo (salo) + bicchierino di vodka
antipasti: tris di insalate (olivie, vinegret, seledka pod shuboi) + blini` con caviale rosso
primo piatto: zuppa borsh (tipica zuppa russa a base di rape rosse, manzo e smetana, nelle varianti calda o fredda in versione estiva) e pelmeni siberiani (ravioli russi farciti con carne)
main course: beef stroganoff (spezzatino di manzo con funghi e smetana) + pure di patate
dessert: varenichi (ravioli dolci farciti di marmellata di frutti rossi tipici dei boschi della Karelia)
bevande: mors (succo di frutti di bosco) e acqua minerale 0,5
Inoltre Degtiarnaya Banja vi offre la possibilita di passare due ore prima di cena in quello che per i russi e` veramente sacro: la sauna. In un ambiente tipico e con personale specializzato potrete immergervi nei vapori della vera Russia, nella banja cittadina piu` antica e famosa di San Pietroburgo. Il ristorante e la scuola di cucina si trovano nella stessa palazzina, tutte le strutture sono tra loro collegate e non c'e` bisogno di uscire in strada tra le due esperienze.
La banja aiuta a depurare la pelle perché la sudorazione elimina acidi e tossine; aumenta elasticità dei tessuti e quindi aiuta a scioglere i grassi superflui e prevenire la cellulite; stabilizza la pressione arteriosa; migliora ossigenazione dei tessuti e porta all’aumento dell’energia vitale; protegge contro i disturbi alle vie respiratorie; consente all’organismo di regenerarsi e tonificarsi. Per ottenere un effeto ancora piu’ rigenrante, provate di usare il fusto secco di sottili rami di betulla (venik) per stimolare la circolazione del sangue. Profumi di betulla, eucalipto, pino siberiano, vi faranno passare due ore di assoluto relax, e ne uscirete completamente rilassati e pronti per la cena. Saranno esperienze che vi porterete dentro e che sicuramente vi arricchiranno culturalmente.
Sara` possibile scegliere tra diversi menu, e abbinare o meno l'esperienza della sauna russa prima della preparazione e degustazione dei piatti. Massima flessibilita`, anche una sola parte dello stesso gruppo di turisti puo` decidere di provare la banja, mentre i restanti possono partecipare solo alla preparazione ed alla degustazione dei piatti.

Prodotti e piatti tipici della cucina russa
A seguire una veloce carrellata di gustosi prodotti e piatti tipici della Russia! Una breve descrizione di cio' che e' sempre presente sulle tavole dei russi, come in italia il pane, la pasta, l'olio di oliva... e a cui non si puo' rinunciare durante il proprio viaggio in Russia!
Prodotti tipici russi
SGUSHENKA: Latte condensato, latte concentrato, di solito con lo zucchero. La prima fabbrica per la produzione di latte condensato in Russia e' apparsa nella citta' di Orenburg nel 1881.  Il latte condensato prodotto in URSS, confezionato in scatole di latta con etichette di carta bianco-blu-azzurre. Questa immagine era così costante di decennio in decennio che l'etichetta è ancora usata come una sorta di "marchio". Il latte condensato è ottenuto dall'evaporazione del latte intero con aggiunta del 12% di zucchero cristallino.
SMETANA: La smetana è la panna naturalmente inacidita con l'uso di batteri diffusa nell'est e nel nord Europa. Può accompagnare piatti dolci, salati, caldi o freddi, e il suo sapore è molto delicato leggermente acidulo.  
KEFIR: Il kefir è una bevanda ricca di fermenti lattici e probiotici ottenuta dalla fermentazione del latte. Ha un gusto fresco ed è un alimento nutriente. Originario del Caucaso, è tuttora molto popolare nell'ex Unione Sovietica. Il kefir tradizionale viene preparato utilizzando latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti o granuli di kefir. Le qualità del kefir: contribuisce a promuovere la formazione di anticorpi, riequilibra la flora batterica intestinale,  aiuta a trattare l'intolleranza al lattosio. Tutti i suddetti benefici vengono proposti da ricerche di cui il kefir è stato fatto oggetto negli ultimi 100 anni in tutto il mondo. 
KVAS: Il kvas è una bevanda russa fermentata, poco alcolica (Il tasso alcolico del kvas arriva al massimo al 2.2%). Tale bevanda è frutto della naturale fermentazione di un qualsiasi vegetale. Frutta e bacche sono state probabilmente i primi prodotti ad essere utilizzati. Uno degli ingredienti per il kvas è la linfa di betulla, presa all'inizio della primavera. Anche cereali possono essere utilizzati, come il grano, la segale, l'orzo, per il kvas da tavola, oppure pane nero o di segale con l'aggiunta di zucchero o frutta, solitamente mele.
BARANKI: Prodotto nazionale russo da forno. Ci sono semplici baranki, baranki con semi di papavero o di semi di cumino, baranki con vaniglia o sale. L'impasto preparato per questi prodotti è meno umido della pasta del pane, di conseguenza, l'accumulo di lieviti e batteri lattici è ostacolata, quindi vengono moltiplicati preventivamente mediante un processo di lievitazione speciale. Per bubliki e talvolta per baranki, l'impasto è preparato con l'aggiunta di lievito e poi lasciato riposare in un luogo caldo. Dopo la miscelazione, la pasta viene arrotolata e poi modellata su una macchina. Nel processo l'amido viene trasformato in pasta e le proteine ​​coagulano, che crea uno smalto sottile sulla superficie dei prodotti baranki. Poi i baranki vengono essiccati e cotti in forno.
SUKHARIKI: I sukhariki sono simili a quello che Italia chiamiano fette biscottate. Si tratta di pane cotto in forno fino a farlo seccare, la secchezza aumenta la durata della conservazione, infatti veniva usato per la navigazione, dall'esercito o per spedizioni lontane. E' servito in piccoli pezzi e condito con spezie per insaporirlo.
GEMATOGEN: Contiene ferro e stimola la formazione di globuli rossi. E' un preparato di sangue bovino defibrinato (il sangue viene elaborato per prevenire infezioni) con latte condensato, miele, acido ascorbico, e altre sostanze che aumentano il sapore. Il Gematogen esternamente assomiglia  a cioccolatini dal gusto unico. Si presenta sotto forma di farmaci o integratori alimentari. 
CREN: Gustosa salsa derivante dalla radice di una pianta che in italiano di chiama rafano. Originario della Russia, il rafano cresce anche in Italia presso i corsi d’acqua e nei luoghi umidi in genere. Quando la radice fresca del cren, viene grattugiata, sprigiona un’essenza ottima per aromatizzare le vivande. Con il succo ottenuto dalla radice si prepara una salsa piccante e appetitosa. Ha un sapore forte  quindi viene di solito accompagnato ad ingredienti “neutri”, come panna, yogurt o mele.
VODKA: Letterarlmente significa "acquetta", e' ottenuta dalla distillazione dei cereali. Si ricava da almeno 3 distillazioni e filtrato su materiali diversi (carboni, polveri di diamante, farine fossili). La vodka è composta principalmente da acqua e alcool presente tra il 37,5 e il 60 percento in volume. Nella classica Vodka Russa, il tasso di alcool presente deve essere vicino al 46 percento, numero attribuito dal famoso chimico russo Dimitri Mendeleev. La Vodka è tra le bevande alcoliche più antiche e più bevute del mondo.
IKRA: Ikra e' il caviale, si ottiene attraverso la lavorazione e la salatura delle uova di diverse specie di storione. La lavorazione consiste nell'estrarre gli ovari immediatamente dopo l'uccisione dello storione. Le uova vengono separate dallo stroma connettivale e dal grasso massaggiando delicatamente porzioni dell'ovario attraverso un setaccio. Le uova separate così ottenute vengono lavate in acqua fredda. La salatura può avvenire per immersione in salamoia o a secco. Il caviale viene spesso accompagnato da pane tostato e burro, limone a spicchi o servito all'uso russo con bliny e smetana o al cartoccio con una noce di burro o con uova alla coque.
Piatti tipici russi
BLINY: Sono una sorta di frittata fatta con ingredienti di base di farina, uovo e sale. Ci sono tantissime varieta' di gusti, si puo' accompagnare con formaggio, prosiutti, carne, smetana, o se no si può mangiare i bliny con la marmellata, lo zucchero, la nutella, il miele, la sgeshenka. Può essere consumato caldo o freddo.
OLADI: la preparazione e' la stessa dei bliny, solo che sono piu' piccoli di dimesione e piu' alti, e sono preparati con il kefir. Sono da gustare con prodotti come smetana, sgughenka, marmellata, miele.
PELMENI: Prodotti con ripieno di carni miscelate, avvolto in una sfoglia sottile (composta di farina ed uova, talvolta con l'aggiunta di latte od acqua). Maiale, agnello, manzo, oppure qualunque altro tipo di carne può essere usato come ripieno. Sono simili come idea ai nostri ravioli. Vengono serviti con burro e/o creme acide (smetana).
BORSH: Famosissima zuppa russa. E' una minestra a base di barbabietola.  Altri ingredienti supplementari abituali, variabili a seconda della tradizione culinaria, sono verdure quali fagioli, cavolo, carote, cetrioli, patate, cipolle o pomodori, i funghi e la carne (pollo, maiale o bue).
SHI: E' una varietà di zuppa condita e consiste in una famosa pietanza nazionale russa. Il gusto e' aspro, dovuto al grande uso di cavolo nella preparazione. Un altro elemento da sottolineare riguarda le verdure, che vanno aggiunte alla zuppa crude, senza alcuna precedente cottura e senza essere state soffritte. Lo shi viene solitamente preparato nel brodo di manzo, anche se nelle regioni russe occidentali viene utilizza anche la carne di maiale o di volatili da cortile.
BEEFSTROGANOFF: E' un piatto russo di pezzi saltati di manzo servito in una salsa con smetana. Dalle sue origini nel 19° secolo in Russia, è diventato popolare in tutto il mondo, con notevoli variazioni dalla ricetta originale. Varie spiegazioni sono date per il nome, probabilmente derivato da qualche membro della famiglia grande e importante Stroganov, forse Alexander Stroganoff di Odessa o Grigorievich un diplomatico, il conte Pavel Stroganov.
PIROZHKI: Ha la forma di un pazerotto italiano. Sono come panini al forno o fritti farcit con una varietà di ripieni. Pirozhok (singolare) è la forma diminutiva del Pirog, che si riferisce ad una porzione di piu' grandi dimensioni. Una varietà comune di pirozhki e' fatta di pasta lievitata e smaltata con l'uovo per produrre il colore dorato. Comunemente contengono carne (manzo in genere) o un ripieno di verdure (purè di patate, funghi, cipolle e uova, o cavolo). Il ripieno potrebbe anche essere di pesce (ad esempio, salmone) o farina d'avena mescolata con carne o frattaglie. Puo' contenere anche dolci, frutta fresca o cotta (mele, ciliegie, albicocche, limone tritato, ecc), marmellata, o ricotta.
INSALATA OLIV'E: E' l'insalata che in Italia viene chiamata russa!  In Russia e' molto popolare questa insalata, deve il suo nome dallo chef francese che l'ha inventata a Mosca a meta' del XIX secolo: Lucien Olivier. Questi gli ingredientI: patate lesse, carne lessa, carote cotte, uova sode, cetrioli, piselli, maionese. Il tutto tagluzzato in dadini e mescolato con la maionese. 
HOLODEZ: L'holodez è un piatto basato sull'incorporazione di vari ingredienti e gelatina. Può essere una portata salata, come nel caso dell'holodez realizzato con brodo di carne. Gli ingredienti possono essere i più svariati (pezzetti di carne, frutta, verdura, giardiniera, salumi, pesce, latticini) ma il componente essenziale è il brodo (solitamente di carne bovina, leggero e sgrassato). La preparazione avviene ponendo gli ingredienti desiderati in un recipiente idoneo a conferire alla composizione da portare in tavola una forma a tronco di cono arrotondato. Si ricoprono quindi con il brodo amalgamato con colla di pesce (o altri addensanti) e si pone il tutto in frigorifero finché il brodo non si è rassodato e il piatto non ha assunto un aspetto gelatinoso. Si capovolge quindi il recipiente in un piatto di portata e si serve in tavola, eventualmente con una guarnizione a piacere. 

Fonte: russiantour.com

domenica 17 gennaio 2016

Prendete la pizza da asporto? Attenti, rischiate il cancro

cartone pizza

Dopo i sospetti sui pericoli legati al consumo di pizza cotta nei forni a legna, arriva un'altra minaccia contro uno dei prodotti più tipici del made in Italy nel mondo. L'allarme è partito dagli Stato Uniti, dove la Food and Drug Administration ha vietato l'uso di tre tipi di perfluoroalchilicousati per le confezioni di cartone delle pizze da asporto. Non è più certo - sostiene l'agenzia - che le sostanze chimiche alla base della composizione della maggior parte delle scatole della pizza siano sicure. Il ruolo delle sostanze mescolate con la cellulosa è quello di mantenere integre le scatole e proteggerle da grasso e umidità. Ma a contatto con il cibo, secondo la Fda, aumentano i rischi di favorire il cancro al seno e altre forme tumorali.

Un pericolo registrato anche dalle autorità italiane, visto che lo stesso ministero dell'Ambiente in un report ha chiarito che: i composti perfluoroalchilici vengono usati nei rivestimenti dei contenitori per il cibo, come ad esempio quelli dei fast food o nei cartoni delle pizze d'asporto, nella produzione di Teflon e del Gore-Tex, materiale che ha trovato applicazione in numerosi campi.
Fonte: ilgiornale.it
CashbackDeals.it

domenica 3 gennaio 2016

Trucchi per un vero strudel trentino

Vi sveliamo i trucchi per un vero strudel trentino

Lo strudel è il dessert simbolo del Trentino Alto Adige: pieno di golose e morbide mele, uvetta, pinoli, ricoperti di una pasta leggera, è una delizia. Si tratta di un dolce molto apprezzato in autunno, grazie alla grande quantità di mele disponibili sul mercato. Esistono tre versioni differenti per la pasta: la leggerissima pasta tradizionale, la pasta sfoglia se non avete molto tempo, da acquistare già pronta, e la pasta frolla, più spessa e consistente. Noi vi insegneremo come fare uno strudel davvero tradizionale con la pasta leggera della ricetta originale.

Un po' di storia...
Lo strudel deriva da un dolce turco, il baklava (che significa "arrotolato su se stesso", proprio come lo strudel). A seguito delle guerre tra Ottomani ed Impero Asburgico per contendersi i territori ungheresi a cavallo tra XVI e XIX secolo. I continui scambi tra le due culture le portarono inevitabilmente ad influenzarsi a vicenda. Gli ungheresi modificarono il baklava turco da bocconcino individuale a forma di losanga, a dolce intero. Lo sciroppo dolcissimo con cui viene bagnato il baklava venne sostituito da ingredienti locali ungheresi, come mele, castagne, prugne, noci, uvetta. Seguendo il filo della storia, l'Ungheria ritorno' sotto l'egemonia dell'Austria, ed il dolce fu chiamato "strudel"  (ossia "vortice") e preparato con una sfoglia sottilissima.
La ricetta dello strudel trentino con la sfoglia sottilissima
Ingredienti per la pasta:
300 g di farina
100 ml di acqua
3 cucchiai di olio di semi
1 uovo
1 pizzico di sale
Per la farcia: 
50 g di zucchero
50 g di pangrattato
800 g di mele sbucciate e tagliate a fettine
50 g di uvetta
2 cucchiai di rum
30 g di pinoli
50 g di burro
40 g di pinoli
1 pizzico di cannella
Setacciate la farina in una ciotola, aggiungete l'acqua, l'uovo, l'olio ed un pizzico di sale. Formate una palla con gli ingredienti e mettete a riposare con una pellicola alimentare per una trentina di minuti. Depositate l 'impasto su un canovaccio pulito ed infarinato, quindi stendete la sfoglia sottilissima con un matterello infarinato, dandole una forma rettangolare. Coprite con una ltro canovaccio e lasciate riposare per una decina di minuti. Ora dedicatevi alla preparazione della farcia: sbucciate le mele e tagliatele a fettine. Fate sciogliere il burro in una padella, versate il pangrattato e lasciatelo tostare per qualche minuto.  Unite anche le mele, le spezie, lo zucchero e l'uvetta e lasciate cuocere per 2-3 minuti. Lasciate raffreddare completamente il ripieno., poi stendetelo sulla pasta lasciando qualche cm libero ai lati. Aiutandovi con il canovaccio, arrotolate lo strudel su se stesso dal lato lungo; spennellate con tuorlo d'uovo sbattuto e fate cuocere in forno a 180° per 30 minuti circa. 
Fonte: tribugolosa.com

Tartine al salmone con mascarpone


Ingredienti



  • 4 fette di pancarré
  • 60 g di filetti di salmone affumicato
  • 40 g di parmigiano grattugiato
  • 60 g di mascarpone
  • 8 olive nere

Preparazione

  • Tritate finemente 40 g di salmone affumicato e mescolatelo in una ciotolina con il parmigiano e il mascarpone fino a ottenere un composto cremoso e omogeneo
  • Utilizzando un coltello private le fette di pancarré della crosta, tagliatele a triangolo e fatele tostare nel forno già caldo a 200 °C da entrambi i lati per pochi minuti, quindi spalmatele con la crema al salmone preparata
  • Disponete le tartine su un piatto da portata, guarnitele con i filetti di salmone rimasti e con le olive tagliate a fettine sottili e servite

Note

Franciacorta
Portata: Antipasto/Aperitivo/Stuzzichino

Difficoltà: Facile

Fonte: DeAgostini

sabato 26 dicembre 2015

MUFFIN PERA & CIOCCOLATO

Risultati immagini per muffin cioccolato

INGREDIENTI 

PER 16 MUFFIN O PER 1 TORTA:

200 gr Farina 00

200 gr Zucchero

40 gr Cacao Amaro

1  Bustina Lievito per Dolci

2 Pere

2 Uova

250 gr Yogurt Stracciatella

100 ml Olio



PROCEDIMENTO:


In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il cacao ed il 
lievito per dolci.

A parte mescolate l'olio, lo yogurt e le uova.

Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mescolate l'impasto 

con un cucchiaio di legno effettuando un movimento dall'alto 

verso il basso.

Tagliate le pere a pezzetti piccoli ed aggiungetele all'impasto 

amalgamando bene.

Riempite gli stampi da muffin per 2/3 della loro altezza ed 

infornate in forno preriscaldato a 180°.

Cuocete i vostri dolcetti per 15 minuti circa quindi toglieteli dal 

forno e lasciateli intiepidire. 

giovedì 24 dicembre 2015

Panettone milanese

panettone milanese originale


Ingredienti



  • 250 gr di farina 00
  • 250 gr di farina manitoba
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 160 gr di burro
  • 12 gr di lievito di birra
  • 4 uova (grandi e a pasta gialla)
  • 3 tuorli d'uovo
  • un pizzico di sale
  • 150 gr di uva sultanina
  • 80 gr di scorza di arancia e di limone candite
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 1 bacca di vaniglia
  • latte o acqua tiepida q.b.

Tempo Preparazione:


24 oreTempo Cottura:
1 oraTempo Riposo:
7-10 ore di lievitazioneDosi:
1 panettone da 1kgDifficolta':
Per espertiCosto:
Medio


 Il panettone di origine milanese è il dolce tipico che unisce, almeno in tavola, la tradizione natalizia degli italiani.


Gli scaffali dei supermercati e le vetrine dei bar, sono invase da file di panettoni, di diverse marche e prezzi, di gusti nuovi e accostamenti arditi: ripieni di creme, glassati, senza l’uvetta, con i canditi, tartufone.
Questa è ricetta del panettone classico, quello tradizionale farcito con l’uvetta e i canditi, che prevede varie fasi di lievitazione, ma che sicuramente è più semplice della preparazione del pandoro classico.
Nella ricetta sono indicati i tempi di lievitazione minimi, tuttavia per una riuscita ottimale del panettone, vi consigliamo di andare oltre questi tempi.
Preparazione
Sciogliete 10 grammi di lievito di birra con acqua o latte tiepido e unitelo a 75 grammi di farina. Impastate fino ad ottenere un composto non appiccicoso e omogeneo. Dategli la forma di una palla, fateci sopra un taglio a croce col coltello e mettetelo in una ciotolina chiusa con pellicola trasparente. Lasciate lievitare per almeno 30 minuti in un luogo tiepido.
Mettete a bagno l’uvetta in un ciotola piena d’acqua tiepida per farla rinvenire. Vi servirà successivamente.
Quando il primo impasto (chiamato lievitino o biga) avrà raddoppiato il suo volume, riprendetelo e impastatelo insieme a 250 grammi di farina, 2 uova intere e altri 2 grammi di lievito di birra. Potete amalgamare il tutto con le mani oppure, meglio, se avete una planetaria montare la frusta a gancio e impastare a velocità bassa fino a che il composto non sarà diventato omogeneo.
A quel punto aggiungete 100 grammi di zucchero e fatelo assorbire per bene. Solo dopo che lo zucchero si sarà assorbito bene, unite 60 grammi di burro ben ammorbidito. Impastate fino a quando il burro non si sarà incorporato del tutto. Ve ne accorgerete perchè l’impasto avrà una consistenza elastica, omogenea e non appiccicosa.
Riprendetelo e mettetelo a lievitare, sempre in una ciotola coperta da pellicola, in luogo tiepido. Dovrebbe raddoppiare il suo volume in circa 1,30/2 ore.
Passato il tempo riprendete l’impasto e rimettetelo nella planetaria. Aggiungete 2 uova intere e 3 tuorli e la farina rimasta. Impastate come in precedenza fino ad ottenere un impasto omogeneo, solo a quel punto aggiungete lo zucchero rimasto e un pizzico di sale. Assorbito lo zucchero, potete incorporare il burro rimasto, che sia sempre molto morbido.
Impastate fino a quando non avrete ottenuto un bell’impasto liscio non appicicoso ed elastico. A questo punto potrete aggiungere tutti i canditi, l’uvetta ben strizzata, la scorza del limone grattugiata e la polvere di vaniglia. Amalgamate il tutto per 5 minuti circa e mettete nuovamente a lievitare fino a che non avrà raddoppiato di volume. Ci potranno volere dalle 2 alle 3 ore.
Passato il tempo, riprendete l’impasto e ponetelo nello stampo da panettone (1 kg) che potrà essere di carta, come nel nostro caso o rigido. In questo caso foderatelo ungetelo per bene con il burro.
Mettetelo a lievitare per l’ultima volta fino a che non avrà raggiunto più o meno il bordo dello stampo. A quel punto sarete pronti per infornare il panettone.
Ponetelo nel piano più basso del forno statico preriscaldato a 200° insieme ad una ciotolina piena d’acqua. Passati 5 minuti di cottura, con un coltello affilato, fate un taglio a croce sulla sommità del panettone. Nel centro di questo taglio a croce metteteci una noce di burro.
Rimettetelo nel forno e fate passare altri 10 minuti di cottura, quindi abbassate a 180 gradi e fate cuocere per circa 45 minuti.
I tempi di cottura variano in base al forno, verificate sempre che il tempo indicato sia sufficiente infilando nel panettone un bastoncino da spiedino. Se estraendolo sarà asciutto e pulito, il panettone sarà cotto. Attenzione invece, se vi accorgete che la superficie si sta bruciando abbassate la temperatura di 10 gradi e continuate la cottura per più tempo.
I patiti del cioccolato potranno sostituire uvetta e canditi con 200 grammi di gocce di cioccolato fondente, sostituendoli nella procedimento alla fase corrispondente all’uvetta e ai canditi.

Fonte: ricettedellanonna.net

martedì 22 dicembre 2015

Pandoro alla crema

Risultati immagini per pandoro alla crema

Ingredienti



  • 1 pandoro
  • 50 g di zucchero a velo Per la crema
  • 100 g di mascarpone
  • 150 g di zucchero
  • 4 tuorli
  • 5 cucchiai di Brandy
  • 1/2 cucchiaino di caffè in polvere
  • 5 mandorle tostate e tritate

Preparazione

  • Cospargete il pandoro con un leggero strato di zucchero a velo, quindi affettatelo in senso orizzontale, in modo da ottenere 5 fette a forma di stella
  • Passate al setaccio il mascarpone, raccogliendolo in una ciotola
  • Unitevi i tuorli, uno alla volta, e lo zucchero, poi lavorate tutti gli ingredienti con una frusta manuale o elettrica, fino a ottenere una crema liscia e ben amalgamata
  • Tritate grossolanamente le mandorle tostate
  • Incorporate alla crema preparata il Brandy e spolverizzatela con il caffè in polvere e la granella di mandorle
  • Ricomponete il pandoro, sovrapponendo gli strati di pasta con le punte sfalsate e distribuendo la crema tra uno strato e l'altro
  • Terminate con uno strato di crema, quindi trasferite il pandoro su un piatto da portata e spolverizzate con lo zucchero a velo.
  • Fonte: deagostini.it